mercoledì 18 marzo 2026

La carne, il mondo ed il demonio

Sappiamo che chi vuole seguire Cristo deve affrontare tre nemici spirituali: il demonio, la carne ed il mondo. In realtà l’unico nemico spirituale è il demonio: è lui il male, l’ente maligno dotato di intelligenza e volontà proprie, l’ente che pensa e agisce costantemente per danneggiare l’uomo e che, a tal fine, usa la carne ed il mondo che di per sé, essendo parte del creato, non sarebbero malvagi. 

Come in ogni battaglia, anche in quella spirituale è necessario conoscere bene il nemico e le sue mosse - la sua tattica e la sua strategia - per poterlo stanare.

La strategia del demonio, ovvero il suo fine ultimo, è allontanare l’uomo da Dio. Le sue tattiche, ovvero i mezzi che usa per raggiungere il suo scopo, sono la carne ed il mondo. 

Il demonio raggiunge il suo scopo tutte le volte che induce l’uomo a pensare e ad agire come se Dio non esistesse. Questa è la vera essenza del peccato. “Mangia la mela, cogli l’attimo, godi del momento presente, non lasciarti sfuggire nessuna occasione allettante, e, soprattutto, non differire ciò che nell’immediatezza ti sembra essere un bene in virtù di un bene futuro, perché non esiste il Sommo Bene, non esiste Dio, Dio è solo una proiezione psicologica dell’uomo; esiste solo ciò che a te adesso sembra essere un bene: prendine e mangia!” Questo è il suggerimento costante del demonio nel cuore dell’uomo. Il frutto di una vita vissuta secondo i suggerimenti del demonio è la disperazione. Scrive bene Dante alle porte dell’Inferno: “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate”. Perché se non esiste alcun bene futuro, se non esiste il Sommo Bene, quando mi troverò nella condizione in cui la vita non avrà alcun bene da offrirmi nel presente, cioè quando la carne ed il mondo mi saranno nemici, non potrò fare altro che disperarmi. 

Va detto al riguardo che la disperazione si annida nel cuore dell’uomo, di ogni uomo, non c’è nessuno che ne sia immune. Molto spesso Dio permette che il demonio agisca proprio per far venire a galla la disperazione che ci portiamo dentro, per prenderne consapevolezza e cercare la terapia adeguata, come si fa con ogni malattia. Tuttavia, fin quando siamo sulla terra la disperazione che ci portiamo nel cuore non sarà mai completamente eradicata, avremo sempre a che fare con la tentazione di credere che le speranze riposte in un Dio che è Sommo Bene sono state mal riposte, che è tutto un bluff. Che non c’è nessun salvatore, nessuna giustizia divina a ricompensare i buoni ed i cattivi, ci siamo solo illusi. Anche Giovanni Battista è tentato di cadere nella disperazione quando, mentre si trova in prigione, manda i suoi discepoli da Gesù a chiedergli se è davvero lui il salvatore. Ciò che salva il Battista è chiedere lumi a Gesù. Non finge di non essere tentato dalla disperazione, come molto spesso facciamo noi, ma interpella direttamente Gesù senza ipocrisie: se sei tu il salvatore perché mi trovo imprigionato ingiustamente? 

Gesù è la Verità, non possiamo fingere davanti alla luce, dobbiamo portare a lui tutto ciò che abbiamo nel cuore, soprattutto ciò che non ci piace, perché solo davanti alla luce vediamo la luce. 

Ovviamente una volta che abbiamo interpellato Gesù dobbiamo anche avere la pazienza di aspettare la risposta. Il volere tutto e subito è, come sempre, una tentazione del demonio. 

Arriviamo quindi alla carne e al mondo, i mezzi che il demonio usa per allontanare l’uomo da Dio e portarlo alla disperazione. È stato detto che il demonio tenta l’uomo invitandolo a godere dei beni presenti come se Dio non esistesse. Per far ciò è necessario che abbia una mela da porre all’uomo, se non ci fossero beni da offrirgli, non ci sarebbe alcuna tentazione: ed ecco quindi la carne ed il mondo.   

Domanda: perché Dio pone la mela nell’Eden e poi dice all’uomo di non mangiarla? Non avrebbe fatto prima a toglierla direttamente?

Risposta: seguendo questa logica Dio dovrebbe eliminare tutto il creato perché non è la mela in sé il problema ma l’uso che l’uomo ne fa come se Dio non esistesse ad essere problematico. Infatti il serpente tenta Adamo ed Eva con la seguente motivazione: mangiate la mela e diventerete come Dio. Loro mangiano con l’intento preciso di estromettere Dio. Ecco l’inganno in cui cade l’uomo. Non sono la carne ed il mondo ad essere malvagi in sé ma è malvagio porre i beni di questo mondo al centro del proprio cuore nel posto riservato a Dio. 

Pertanto: hai una buona salute, delle buone relazioni, una buona famiglia, un buon lavoro? Benedici tutto questo come dono di Dio, ma non pensare che questi beni esauriscano la tua fame di felicità; cioè non permettere che la salute, il lavoro, le relazioni, la famiglia prendano il posto di Dio nel tuo cuore. Perché quando la salute verrà meno, quando il lavoro non sarà soddisfacente, quando non potrai contare sui tuoi cari, insomma, quando la carne ed il mondo non risponderanno alle aspettative che avevi riposto in loro, se non hai ancorato il tuo cuore in Dio sarai preda della disperazione. 

Come si àncora il cuore in Dio?

Seguendo l’invito che Gesù rivolge al giovane ricco: osserva i comandamenti, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; e poi vieni, seguimi. Il Vangelo ci dice tuttavia che l’invito di Dio non fu accolto; il giovane ricco se ne andò triste, perché aveva molti beni. Aveva cioè il cuore attaccato a troppi beni per poter seguire Dio. 

Per poter essere veramente felici dobbiamo liberare il cuore dai troppi beni a cui lo abbiamo attaccato. Altrimenti anche noi, come il giovane ricco, andremo via tristi. E disperati.

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