lunedì 23 marzo 2026

Giuseppe custode delle relazioni


Abbiamo parlato dell’amore in alcuni precedenti post mettendo in evidenza che se esso è separato dalla fede, cioè se viene separato da una relazione con Dio, conduce all’idolatria: quella condizione in cui la creatura viene amata più del Creatore. Un amore di questo tipo è impuro perché manca della libertà di spirito necessaria per poter amare l’altro senza possederlo. E tale libertà di spirito è possibile riceverla solo da Dio; solo se amiamo Dio prima delle creature abbiamo la necessaria libertà di spirito per amare anche le creature di un amore vero, puro e casto. Se la fede manca o, meglio, se viene lasciata spegnere - Dio la dona a tutti gli uomini - prima o poi si rimane impigliati nel laccio dell’idolatria. Ci si ammala di un amore impuro, che vuole possedere, che non lascia liberi; un amore che prima o poi si rovescia nel suo contrario: odio, invidia, volontà di distruggere l’altro. Così come la pace senza Dio è una pace ingiusta, anche l’amore senza Dio è un amore falso. Di questo amore oggi sono ammalate la maggior parte delle relazioni. 

C’è però un rischio opposto in cui può cadere chi invece la fede ce l’ha, la fa funzionare con la preghiera ed i sacramenti: ed è quello di fissare il

Creatore perdendosi per strada le creature. E si badi bene che per perdersi qualcuno non è necessario allontanarlo fisicamente, è sufficiente ripudiarlo nel segreto del proprio cuore; proprio come ha fatto Giuseppe con Maria prima che l’Angelo gli apparisse in sogno. Non sappiamo cosa abbia davvero capito Giuseppe di ciò che l’Angelo gli ha riferito. “La tua sposa è incinta di Dio”, è una frase che a qualsiasi uomo apparirebbe surreale e probabilmente anche a Giuseppe sarà apparsa tale. Tuttavia Giuseppe, uomo umile e concreto, ha compreso l’essenziale: non doveva rompere la relazione con Maria. 

Ed il messaggio, tramite Giuseppe, arriva forte e chiaro anche a noi: non siamo autorizzati in nessun caso a rompere le relazioni con le persone che il Signore ci mette accanto, anche quando ci sono motivi umanamente legittimi, come li aveva Giuseppe. E questo vale per tutte le relazioni benedette da Dio, relazioni coniugali in primis, e poi relazioni con amici, colleghi di lavoro, ecc. Spetta alla vita, cioè al Signore, operare l’eventuale separazione delle relazioni, non a noi. Nel caso del matrimonio, onde evitare fraintendimenti, il Signore ha posto come limite la morte; solo quest’ultima scioglie il vincolo che si contrae nel sacramento del matrimonio. 


Quando Gesù nel Vangelo parla dell’indissolubilità del matrimonio ai discepoli, questi ultimi ne restano così scandalizzati al punto da dire con rassegnazione che se le cose stanno è meglio non sposarsi. Non avevano ancora la sapienza della croce, non comprendevano ancora che Dio opera la Resurrezione solo laddove l’uomo accoglie la croce. E questo vale anche e soprattutto nelle relazioni. Dio non salva dalle croci, ma nelle croci. Pensiamo sia stato facile per Maria presentarsi al suo promesso sposo portando nel proprio grembo un bambino? E per Giuseppe pensiamo che stata una passeggiata prendere con sé Maria in tale stato? Oggi sappiamo che la storia ha avuto un lieto finito, non solo per loro ma anche per noi che abbiamo ricevuto il Salvatore, ma Maria e Giuseppe avevano davanti a loro uno scandalo. Lo scandalo della croce appunto. Che però è sapienza di Dio. 


Applichiamo ora la frase “Giuseppe non avere paura di prendere con te Maria perché il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” a tutte le relazioni che vorremmo rompere (anche per motivi umanamente legittimi) e vediamo l’effetto che fa. Tuo marito ti ha fatto un torto imperdonabile? Non temere di perdonarlo perché dietro il suo torto si nasconde un bambino generato dallo Spirito Santo. Il tuo collega di lavoro è insopportabile? Non temere di prenderlo con te perché nei suoi difetti si nasconde un bambino generato dallo Spirito Santo. Tua madre non è la migliore delle madri? Non temere di prenderla con te perché nelle sue mancanze si nasconde un bambino generato dallo Spirito Santo.


Che effetto fa? 


Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?". Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: "Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita (Gv 6,60-63).


Bene. Questo è l’effetto che deve fare la parola di Dio, perché se non scandalizzasse le logiche umane non sarebbe più parola di Dio, ma parola dell’uomo.


Chiediamo a Giuseppe di aiutarci a custodire tutte le nostre relazioni, senza fermarci davanti allo scandalo delle croci, ma cercando in esse Gesù e Maria.


SACRA FAMIGLIA CON I SANTI ELISABETTA E GIOVANNIN0 (Sacra famiglia Canigiani), Monaco Alte Pinakothek (131 x 107).


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