domenica 22 marzo 2026

Il tempo è compiuto

Oggi è l’ultima domenica di quaresima, il tempo è ormai quasi compiuto. La vita pubblica di Gesù è ormai giunta a termine. Egli ha compiuto la missione che il Padre gli ha affidato: dare il potere a quanti lo hanno accolto di diventare figli di Dio. 

Non tutti però lo hanno accolto. Non lo hanno accolto i suoi, come dice il Vangelo di Giovanni. Non è stato accolto da quelli della sua stirpe, della sua carne: nemmeno i suoi fratelli credevano in lui, dice sempre il Vangelo di Giovanni. Tuttavia, è stato accolto da chi non lo cercava, da chi non lo invocava, come dice il profeta Isaia ripreso da San Paolo nella lettera ai Romani (Rm 10,20-21): Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me. In netto contrasto invece con la disobbedienza di Israele evidenziata da San Paolo subito dopo: Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disobbediente e ribelle! Per questi ultimi purtroppo si realizzerà la parola del profeta Isaia (Is 65, 12-14):

12io vi destino alla spada;

tutti vi curverete alla strage,
perché ho chiamato e non avete risposto,
ho parlato e non avete udito.
Avete fatto ciò che è male ai miei occhi,
ciò che non gradisco, l'avete scelto".
13Pertanto, così dice il Signore Dio:
"Ecco, i miei servi mangeranno
e voi avrete fame;
ecco, i miei servi berranno
e voi avrete sete;
ecco, i miei servi gioiranno
e voi resterete delusi;
14ecco, i miei servi giubileranno
per la gioia del cuore,
voi griderete per il dolore del cuore,
urlerete per lo spirito affranto.

Ma ciò sia detto nella speranza di suscitare la loro gelosia e di salvarne alcuni, come dice l’Apostolo Paolo (Rm 11,14).

Per voi invece fratelli che lo avete accolto grande sarà la gioia: giubilate fin da subito perché per voi l’ora delle tenebre durerà soltanto un’ora! Finirà prima che ve ne accorgiate, le lacrime versate saranno asciugate direttamente dalle mani di nostro Signore Gesù Cristo. 

Quell’ora però dovrà essere vissuta nel silenzio e nell’adorazione, come un bambino tra le braccia di sua madre. È l’ora in cui non si potrà più agire, lo dice chiaramente nostro Signore: Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire (Giovanni 9,4). Ma per quanti lo hanno accolto una tale ora dovrà essere vissuta senza paura. Sarà il placido sonno prima della Resurrezione, il buio che precede le luci della festa! Gioite, cari fratelli! Gioite!

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