La vera memoria è quella che forma una vera coscienza, come si è già detto nel post precedente, non quella falsa memoria che alimentiamo nella vuota liturgia dei “giorni della memoria”.
Non c’è gratitudine senza memoria.
Non c’è memoria senza coscienza.
Non c’è coscienza senza verità.
L’Europa è intrisa di menzogna fino al midollo. Quindi non ha coscienza, quindi non ha memoria, quindi non ha gratitudine.
Il pacifismo falso ed ideologico, che si è diffuso in Europa a seguito della sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, ci ha convinti che la pace in Europa ce la siamo data noi da soli, e di conseguenza pensiamo anche di avere il diritto di dare lezioni di pace a tutto il resto del mondo.
Ci sarebbe da scoppiare in una fragorosa risata se l’argomento non fosse drammatico. Basterebbe aprire un libro di storia per rendersi conto che l’Europa è il continente meno pacifico del mondo. Motivo per cui il Signore ha posto la sua casa qui da noi. Non certamente perché siamo migliori di altri popoli, ma proprio perché siamo i più guerrafondai. Per questo motivo abbiamo bisogno di Cristo e del cristianesimo. Cristo si fa vicino ai peccatori e ai più fragili, questo vale sia per i singoli uomini che per le comunità. Gli europei (ivi compresi i russi) quando si allontanano da Cristo sono capaci di aberrazioni che difficilmente altri popoli riescono ad eguagliare.
Gli europei o diventano santi o diventano Giuda. Tertium non datur. Per noi europei non c’è possibilità di rimanere nel mezzo.
Ma l’Europa con la sua falsa coscienza ignora la sua storia. Non è capace di fare verità, di guardare in faccia senza menzogne la propria fragilità; non certamente per vantarsene ma per esserne curata, dall’unico Medico che può curarla.
Ignora anche che la pace - insieme con il benessere e la libertà - nei decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’ha conosciuta grazie alla protezione degli americani. Nei confronti dei quali bisognerebbe essere riconoscenti senza tuttavia confondere la riconoscenza con la complicità negli errori che gli USA, come qualsiasi altra nazione, commettono.
L’Europa ignora che se viene meno la protezione americana il nostro continente torna ad essere ciò che era quando appunto mancava l’ombrello americano: terra di razzìa dei popoli di lingua tedesca, dei russi e dei francesi. Ad onor del vero anche noi italiani durante la Seconda Guerra Mondiale abbiamo provato ad interpretare il ruolo dei predoni, ma fortunatamente non ci siamo riusciti, perché non è nella nostra indole depredare altri popoli.
Non c’è bisogno di scomodare la Madonna per rendersi conto che l’Europa si è messa su un crinale pericoloso - si è già detto in questo blog che l’attività profetica ordinaria dell’uomo è l’attività scientifica -. Non credo di mancare di rispetto a Maria se affermo che lo studio della storia, dell’antropologia e dell’economia è più importante dello studio delle profezie mariane, anche per un cristiano, che è un essere umano come tutti.
Purtroppo ci sono cristiani che, attraverso autorevoli canali informativi, utilizzano le (presunte) profezie mariane per interpretare il momento presente prendendo degli abbagli clamorosi. È falso affermare che la recente antipatia degli americani nei confronti dell’Europa sia dovuta al timore (?) che gli americani avrebbero di un’Europa unita (?). Gli americani sono semplicemente infastiditi dall’enorme surplus commerciale che l’Europa - si scrive Europa ma si legge Germania - ha accumulato grazie al vantaggio competitivo che la moneta unica ha dato alle imprese tedesche. Gli americani giustamente vogliono che tale surplus commerciale venga speso o comunque non ulteriormente ingrossato perché è un fattore di destabilizzazione economica anche per loro (che lo sia per noi è evidente). L’Europa, cioè la Germania, finora ha sempre detto “nein”. E l’ultima risposta americana è stata la seguente: voi non volete spendere il vostro surplus commerciale, noi vi minacciamo di togliervi la protezione militare così almeno per la vostra sicurezza dovrete fare investimenti.
L’Europa, cioè sempre la Germania, ora è posta di fronte ad un bivio: o continua a mantenere l’attuale surplus commerciale proseguendo sulla strada della destabilizzazione economica inimicandosi così sempre più gli USA; o fa massicci investimenti nel settore della difesa rilanciando l’economia tramite il cosiddetto keynesismo bellico.
In entrambi i casi la pace è compromessa, e non per fattori esogeni ma per fattori endogeni all’Europa stessa.
Una cosa però è certa: l’ultima volta che ci siamo appiattiti sulle posizioni tedesche contro gli americani è finita malissimo. Quindi almeno noi italiani cerchiamo di evitare gli errori del passato.
L’attuale Europa è figlia della seconda globalizzazione che ha avuto origine negli 80’ in USA e che oggi gli stessi americani stanno rigettando (in modi certamente non sempre condivisibili). L’antipatia degli americani - soprattutto di quelli che sono vittime della globalizzazione - nei confronti dell’Europa è da collegare con il loro rigetto della globalizzazione. Per lo stesso motivo - il rifiuto della globalizzazione - gli inglesi hanno voluto la Brexit e sono usciti dall’UE.
Ascoltare cristiani anche autorevoli considerare un valore l’Europa unita non dallo spirito cristiano ma dalla globalizzazione e dal mercantilismo tedesco è desolante. Così come è desolante ascoltare gli stessi cristiani ripetere come un mantra “la Chiesa dovrà soffrire”, quasi fosse motivo di vanto, dimostrando così che di tali sofferenze non hanno colto il senso. La Chiesa in Europa soffrirà, anzi sta già soffrendo, per le sue proprie colpe, di cui c’è molto poco da vantarsi. Sono nudità che dovremmo coprire, come chiede il Signore nell’Apocalisse; e invece ci vantiamo di ciò di cui dovremmo vergognarci, come direbbe duramente San Paolo.
È l’ennesima dimostrazione di come i cristiani siano pienamente responsabili della decadenza dell’Europa; anziché essere segno di contraddizione, come il Vangelo vorrebbe, si mostrano purtroppo pienamente allineati allo spirito del tempo, che è nemico dello Spirito.
Inoltre, utilizzare la Madonna per alimentare la narrazione dominante, di un’Europa buona vittima degli americani cattivi - guarda caso la stessa che fu rivolta agli inglesi nel periodo della Brexit -, contribuisce a rafforzare l’idea, nelle persone più intelligenti, che la religione sia oppio per i popoli, e quindi, li incoraggia a tenersi lontani dal cristianesimo.
Cari fratelli cristiani, meno occhi fissi al cielo - per cercare segni di Dio in presunte profezie - e più teste chinate sui libri. Sia libri sacri sia libri scientifici. Basta a cullarvi nell’idea che lo studio delle verità di fede vi esoneri dallo studio delle verità scientifiche. Commettete lo stesso errore, uguale e contrario, di quelli che pensano che lo studio delle verità scientifiche li esoneri dallo studio delle verità di fede. Come loro operate una frattura che vi allontana dalla Sapienza.
L’uomo che rifiuta le verità scientifiche perde anche quelle di fede (e viceversa), perché la Sapienza non è divisa ma è una sola; e quando l’uomo è disposto ad accoglierla Essa rivela la verità tutta intera, come dice Gesù al riguardo dello Spirito che avrebbe mandato ai suoi discepoli.
Non si può accogliere la Sapienza a metà: o si è disposti ad accoglierla tutta o non la si può accogliere.
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