In alcuni ultimi post di questo blog si è detto che siamo alla vigilia di eventi che potrebbero portare ad una guerra mondiale, perché ci sono molte analogie tra il periodo storico che stiamo vivendo ed il periodo che precedette lo scoppio delle due guerre mondiali. Tuttavia, nessuno può prevedere il futuro e può sapere in anticipo quale sarà il prossimo casus belli, l’equivalente dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria o dell’invasione della Polonia. Se lo potessimo prevedere lo eviteremmo, perché nessuno vuole una guerra mondiale. Nemmeno Hitler agì con le intenzioni di scatenare la Seconda Guerra Mondiale. Infatti la dichiarazione di guerra che ricevette dall’Inghilterra subito dopo l’invasione tedesca della Polonia lo colse di sorpresa; fino ad allora Chamberlain si era mostrato molto accondiscendente con le mire espansionistiche di Hitler, non perché simpatizzasse per quest’ultimo ma perché non voleva trascinare il suo paese in un’altra guerra mondiale a distanza di poco tempo dalla precedente. Nessuno agisce volendo scatenare consapevolmente una guerra mondiale, ognuno agisce perseguendo quelli che ritiene essere gli interessi del proprio paese, della categoria sociale alla quale appartiene o, più semplicemente, agisce negli interessi di se stesso. Ad essere diabolico è agire senza riconoscere nient’altro che i propri interessi, senza ispirare i propri comportamenti ad un senso di verità e ad un senso di giustizia più alti. E ciò vale sia per i comportamenti dell’uomo come individuo e sia dell’uomo sociale e politico.
Anche volere la pace a tutti i costi senza chiedersi a quali condizioni la pace può dirsi giusta, come fanno gli europei, è pericoloso. Gli europei rifiutano aprioristicamente l’idea che si possa difendere il proprio paese e l’ordine internazionale ricorrendo all’uso della forza. Anche questo è diabolico. È giusto ricorrere prioritariamente alla diplomazia, è diabolico però fare di quest’ultima un idolo in grado di garantire la pace a qualunque condizione.
Quando parliamo di pace e di guerre, dobbiamo avere chiaro che cos’è un ordine internazionale e che cosa lo compromette.
Iniziamo subito col rigettare una menzogna (una delle tante) che serpeggia da troppo tempo in Europa, ovvero l’idea che se gli americani non intervenissero con la forza il mondo sarebbe un posto meravigliosamente pacifico. Che è come dire: se la polizia non intervenisse ad arrestare i malviventi non ci sarebbero più reati. Tale ragionamento stride non solo con la logica ma persino con la nostra storia: se gli americani nel secolo scorso avessero adottato un atteggiamento non interventista, l’Europa (e forse tutto il resto del mondo) sarebbe collassata sotto il nazifascismo e sotto il comunismo, e noi non avremmo avuto nessun 25 aprile da festeggiare.
Gli americani invece sono intervenuti, perché così deve fare una potenza egemone nei confronti di minacce a lei e all’ordine internazionale. Tale ordine nell’equilibrio garantito dall’Impero Romano prendeva il nome di pax. La pace che a noi europei piace tanto non è nient’altro che la pax americana, la quale non piace solo a noi ma anche a quelle nazioni (come ad esempio, Israele e Ucraina) che, pur essendo sotto l’influenza americana, non godono di tale pace.
Davvero pensiamo che gli ucraini e gli israeliani non godono di tale pace perché non sono bravi, buoni e belli come noi? Ignoriamo la nostra storia al punto da pensare di essere davvero migliori di altri? Ci è chiaro cosa abbiamo fatto in Europa prima che gli americani intervenissero con la forza a sconfiggerci (cosa che hanno fatto benissimo a fare!)? E che cosa probabilmente saremmo nuovamente capaci di fare se dovessimo perdere la tutela americana? Guardiamo in faccia la realtà: noi non siamo meglio di altri, siamo per il momento solo più fortunati di altri!
Altri non godono di tale pace perché l’una - l’Ucraina - è stata invasa militarmente da una potenza confinante, e l’altra - Israele - è attaccata costantemente da cellule terroristiche lautamente finanziate da chi vuole minare l’ordine garantito dagli USA, non per costruirne uno migliore ma per godere della gloria e dei benefici di una potenza egemone. Quindi se gli americani smettessero di intervenire verrebbero meno al ruolo di potenza che deve garantire la pace. Dal momento che, ripeto, sulla potenza egemone cade la principale responsabilità di garantire un ordine mondiale basato sulla giustizia e sulla pace. Noi europei siamo purtroppo nichilisti e abbiamo una visione negativa di tutto che ciò che non è europeo. Tale nichilismo ci impedisce di apprezzare la pax che l’attuale potenza egemone - gli USA - garantisce e ci porta a sottovalutare le serie minacce che provengono dai paesi che vogliono prendere il posto degli USA: Cina e Russia. E c’è da dubitare fortemente che tali paesi vogliano e siano in grado di garantire un ordine internazionale migliore di quello che garantiscono gli USA.
Una cosa infatti deve essere chiara: una pace nel mondo senza una potenza egemone a garantirla con le buone e, quando occorre, con le cattive non è mai esistita e mai esisterà. Il periodo che seguì alla caduta dell’Impero Romano fu un periodo terribile caratterizzato dalle violenze perpetrate da orde barbariche, le quali non assoggettavano più i propri comportanti all’ordine stabilito dall’Impero Romano, che non c’era più, ma agivano nella più totale anarchia. Quindi chi desidera la pace nel mondo e, allo stesso tempo, non vuole riconoscere l’autorità della potenza egemone che attualmente garantisce tale pace, confonde il piano storico-immanente dell’uomo con il piano storico-trascendente, cioè, detto in modo più chiaro: ritiene che la salvezza dell’uomo possa compiersi pienamente su questa terra. Questo apre il campo a pericolose ed aberranti ideologie politiche di salvezza, come sono stati il nazifascismo ed il comunismo, che avevano appunto in comune il rigetto dell’ordine internazionale garantito dalla potenza egemone, che anche ieri erano gli USA.
Tornando allo scenario attuale, c’è tuttavia un errore che a mio avviso gli USA stanno commettendo, ed è quello di screditare l’ONU. L’Organizzazione delle Nazioni Unite, a differenza della maggior parte delle istituzioni sovranazionali che hanno carattere prevalentemente economico, è nata a seguito delle due guerre mondiali per favorire un processo di pace e giustizia tra le nazioni. È ovviamente migliorabile, come tutte le cose umane, ma è un errore da parte della potenza egemone screditarla, oltre ad essere un clamoroso autogol dal punto di vista dell’immagine perché porta linfa a quanti vorrebbero far cadere la pax americana. Se sei garante di un ordine internazionale devi in primis dare il buon esempio, e screditare l’ONU non è un buon esempio che gli USA (insieme con Israele) stanno offrendo al mondo. La pax non può essere ottenuta a qualsiasi costo, essa è un valore solo se è anche giusta.
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