Ci stiamo avvicinando alla quaresima, a quel tempo liturgico caratterizzato dal combattimento spirituale contro il male. La quaresima è il periodo in cui Gesù viene spinto dallo Spirito nel deserto per essere tentato da Satana o, se vogliamo usare il linguaggio del Libro di Giobbe, è il tempo in cui Dio autorizza Satana ad agire contro l’uomo, a mostrarsi in quanto male, di modo che l’uomo invocando l’aiuto di Dio possa essere salvato.
Per parlare del male dobbiamo lasciarci guidare dalla Scrittura, da ciò che Dio ha rivelato all’uomo. Non possiamo usare solo il nostro intelletto per comprendere il mistero del male, poiché razionalmente il male lo possiamo concepire solo come una privazione di bene, come la mancanza di qualcosa che dovrebbe esserci (come dice Sant’Agostino). Per il nostro intelletto non è possibile concepire una mancanza, una privazione, un vuoto: sarebbe una contraddizione in termini. Possiamo conoscere solo ciò che, andandosene, ha lasciato un vuoto. Questa è l’ennesima dimostrazione di come l’intelligenza umana sia fatta per contemplare la Verità, la Luce, per contemplare Dio, come ha evidenziato più volte nella sua attività divulgativa il compianto Prof. Antonio Zichichi. È una contraddizione in termini dopo aver fatto luce tramite le scienze sui fenomeni terreni, sostenere che quella luce ha avuto origine dal nulla. Questa antinomia è tipica di chi, come ricordava il Prof. Zichichi, parla di scienza senza averla mai praticata. Perché la scienza quando la si pratica permette all’uomo di godere di quella contemplazione della verità che lo avvicina a Dio. Quando invece non la si pratica la si usa come strumento di ideologia politica, come clava per distruggere la verità nel cuore dell’uomo. La cultura moderna - che ha avuto origine con l’illuminismo - usa la scienza come strumento di lotta politica e così facendo la snatura perché la rende di parte (solitamente di parte progressista), mentre la verità non può essere identificata con nessuna fazione politica. La rivoluzione scientifica iniziata nel 1500 non ha niente a che vedere con i deliri pseudoscientifici che due secoli più tardi l’illuminismo ha introdotto nel mondo e che purtroppo sono diventati il putrido humus culturale del quale l’uomo occidentale per secoli si è nutrito e che ha condannato l’Europa al declino antropologico, culturale, politico ed economico del quale oggi sembrano esserci flebili, ma incoraggianti, barlumi di consapevolezza.
Breve inciso - fin quando stiamo sulla terra non possiamo disinteressarci delle cose terrene, non possiamo fare come i luterani che guardano solo il cielo ignorando la terra. Molti cristiani oggi sono sostanzialmente luterani, tengono gli occhi fissi al cielo. Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo (At 1,6-11). Pertanto, se siamo eredi di una civiltà terrena abbiamo l’obbligo di custodirla; ma, allo stesso tempo, non dobbiamo nemmeno usare le cose spirituali solo in virtù dei benefici terreni che possiamo ricavarne, perché tutto ciò che è terreno prima o poi finirà. È necessario coltivare un sano strabismo: un occhio alla terra ed uno al cielo.
Fatta questa premessa, entriamo negli aspetti morali e spirituali del male.
Per poter procedere con il discorso sul male dobbiamo seguire la Scrittura. Da essa apprendiamo che il male è un ente spirituale dotato di intelligenza e volontà proprie. Lo si potrebbe definire una persona se non fosse altro che il termine “persona” richiama l’immagine e la dignità del Figlio, immagine e dignità che Satana non ha più. Non a caso la Scrittura lo raffigura con immagini poco edificanti: serpente che striscia, porci che si gettano giù per una rupe, ecc.
Satana non ha più la dignità di creatura, ma possiede la volontà e l’intelligenza per agire costantemente in contrapposizione alla volontà di Dio. Agisce contro la volontà di Dio solo relativamente, non in assoluto. Il male che Satana compie è permesso, e quindi, in un certo senso, voluto da Dio perché Dio - e solo Lui - è capace di ricondurre quel male all’interno di un disegno di bene più ampio, di cui però Satana non può godere.
Spiegato più semplicemente: se io non compio la volontà di Dio e quindi mi comporto male, le persone attorno a me subiranno le mie cattive azioni, ma se loro restano fedeli a Dio, Dio convertirà in un bene, per loro, le mie cattive azioni. Permetterà anche (nei tempi che Egli ritiene opportuno) che io subisca le conseguenze delle mie azioni, affinché possa ravvedermi. Qui sta la coesistenza tra il libero arbitrio delle creature e la provvidenza di Dio. Dio conosce già tutte le azioni che compirò fino all’ultimo giorno della mia vita; usa la sua prescienza non per impedire il libero arbitrio delle creature (che è voluto da Dio e che in ogni caso non è assoluto) ma per ricondurre le cattive azioni delle creature comunque in un disegno di bene, di cui gode chi fa la volontà di Dio. Per questo chi si sforza di fare la volontà di Dio non ha nulla da temere; tutto il male che subisce sarà convertito in bene da Dio: "è così grande il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto", diceva San Francesco.
Satana e gli spiriti del male si distinguono però nettamente da tutte le altre creature: per loro non c'è più possibilità di conversione. Pertanto il cristiano è autorizzato a detestare, a disprezzare, ad odiare il male in tutte le sue forme perché su Satana pende in eterno, senza possibilità di remissione, l'ira di Dio. Il cristiano non deve identificare una persona con il male che esse compie, ma deve combattere il male senza alcun compromesso, giustificazione o sentimentalismo; e in primis lo deve combattere dentro di sé, altrimenti cadrebbe nel moralismo.
Ora un lettore attento potrebbe porsi una domanda: come fa il male ad essere allo stesso tempo un ente autonomo rispetto a me e ad essere anche dentro di me?
Risposta: noi generiamo il male, non lo creiamo dal nulla. Il male preesiste altrimenti noi non potremmo nemmeno generarlo, allo stesso modo in cui un figlio preesiste nelle cellule sessuali dei genitori (dal punto di vista corporeo) e nella mente di Dio (da un punto di vista spirituale). Il male non preesiste nella mente di Dio, che non lo vuole in termini assoluti e, d'altra parte, il male assoluto nemmeno esiste. Esiste solo il Bene assoluto, Dio e Satana non sono due enti che si combattano sullo stesso livello. Un solo è Dio, il Sommo Bene, il male non è sul piano di Dio pertanto è sempre relativo e mai assoluto. Il male preesiste come un possibile esito della libertà delle creature - e solo in questa accezione è voluto da Dio - e siccome esistono creature che, a differenza dell'uomo, sono puri spiriti esiste di conseguenza anche il male come ente spirituale a se stante.
Per comprendere meglio come noi generiamo il male accondiscendendo ad esso sul piano spirituale, userò un’immagine tratta dal cinema. Negli anni 90' c'era un film di fantascienza (di cui non ricordo il nome) nel quale un alieno, con intenzioni malevoli, agiva sulla terra. Questo alieno per potersi riprodurre assumeva le sembianze di una donna avvenente e seduceva gli uomini; una volta raggiunto lo scopo della riproduzione sessuale, mostrava la sua vera natura mostruosa ed uccideva il mal capitato partner.
Allo stesso modo il male si comporta con noi, assume sembianze dilettevoli e poi si impadronisce del nostro spirito, della nostra psiche e persino del nostro corpo. E ci accorgiamo che il male ha creato dei legami in noi quando, come dice l'Apostolo, non facciamo il bene che vorremmo ma il male che non vorremmo. Questo è il modo in cui noi generiamo il male e siccome il male crea legami poi ne diventiamo schiavi. Tutta la missione di Cristo è finalizzata a liberare l'uomo dai lacci spirituali del male. Se Cristo nel Vangelo compie qualche guarigione fisica è solo per richiamare l'uomo al più alto combattimento spirituale. Non è del male fisico (la morte e le malattie del corpo) di cui Cristo si preoccupa, nemmeno del male psicologico (le sofferenze emotive conseguenti ad immagini distorte di noi e degli altri che abbiamo interiorizzato), ma del male spirituale, ovvero dei legami che abbiamo allacciato con Satana e da cui solo Cristo può liberarci. Non che Dio non abbia compassione per le sofferenze fisiche e psicologiche, ma queste sofferenze non privano l'uomo del regno dei cieli, anzi, spesso facilitano l'incontro con Cristo. Motivo per cui Dio non sempre le toglie.
Solo il male spirituale può privare l'uomo dell'incontro con Dio, che è Spirito. Di qui l'invito costante di Cristo nel Vangelo a pregare, a vegliare, a rispettare i comandamenti di Dio, non formalmente, ma seriamente fino al punto da inchiodare sulla croce la natura umana.
È una battaglia vera, e come in tutte le battaglie anche in quella spirituale bisogna accettare di riportare qualche ferita, che poi sarà lenita da Gesù, da Maria e da tutta la corte celeste. Quindi ne vale la pena.
Come in tutte le battaglie, anche in quella spirituale è necessario avere con sé un’arma, l’unica arma: la Parola di Dio.
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