mercoledì 7 gennaio 2026

Maria è la Corredentrice?

Il Dicastero per la Dottrina per la Fede il 7 Ottobre 2025 ha pubblicato la Nota dottrinale Mater Populi Fidelis che passa al vaglio i titoli mariani, e tra questi, quello di Corredentrice viene giudicato inappropriato.

La Nota contiene contenuti interessanti il cui filo conduttore però non appare chiaro; sembrerebbe che la finalità sia quella di escludere categoricamente che Maria possa essere considerata la Corredentrice, viene affermato infatti con perentorietà: "è sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice", perché rischierebbe, secondo la motivazione riportata, di oscurare l'unica azione salvifica e redentrice di Cristo.

Questa perentorietà lascia abbastanza perplessi. Certamente Maria Corredentrice non è un dogma di fede come Maria Immacolata, ma perché affermare senza mezzi termini che il titolo di Corredentrice è sempre inappropriato?

Senza dubbio Cristo è l'unico salvatore: "dì soltanto una parola ed io sarò salvato". Cristo è il Verbo incarnato, è la Parola di Dio. È l'unica Parola che salva. In un mondo pieno di rumore, di chiacchiere e di parole vuote, ribadire che Cristo è l'unica Parola che salva, come fa la Nota dottrinale, è da sottoscrivere pienamente. Allo stesso tempo, non si comprende perché per mettere in risalto l'azione salvifica di Cristo bisogna essere così perentori nei confronti di Maria, quasi che Maria possa togliere qualcosa a Cristo. 

La Nota riporta le opinioni di Papa Francesco e dell'allora Cardinale Ratzinger che furono contrari all'uso del titolo mariano di Corredentrice, ma con onestà riporta anche che San Giovanni Paolo II lo utilizzò in almeno sette occasioni. Tali opinioni discordanti sembrano disconfermare la perentorietà con cui si afferma che tale titolo sarebbe sempre inappropriato. Inoltre, a proposito di San Giovanni Paolo II viene detto che quest'ultimo collegò il titolo di Corredentrice al valore salvifico del nostro dolore offerto insieme a quello di Cristo, a cui si unisce Maria soprattutto sotto la Croce. Ed è proprio questo collegamento, tra Maria e la Croce, che la Nota riporta di straforo a contenere la luce che giustifica il titolo mariano di Corredentrice e su cui proverò a dire qualcosa in questo post.

Andiamo con ordine.

Da che cosa è possibile valutare la bontà di una devozione (per il momento mettiamo sullo stesso piano le devozioni mariane e quelle ai santi)?

Da quanto tale devozione fa aumentare l’intimità con Cristo e l’amore per la Chiesa Cattolica che Cristo ha fondato e regge ancora oggi. Se una devozione non aumenta il desiderio di stare con Cristo, di adorarlo nell’Eucaristia, di ascoltarlo nel Vangelo e tramite i suoi ministri (nel sacramento della confessione, nelle omelie, tramite il proprio padre spirituale, ecc.) è certamente una falsa devozione.

Ma basta questo per essere salvati? Purtroppo no. 

"Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile" (Luca 3,16-17).

Per essere salvati è necessario essere battezzati nel fuoco della Croce, è necessario accogliere il valore salvifico della propria sofferenza unita a quella di Cristo. Dio non battezza solo con la propria Parola: battezza con la Parola e con il fuoco della Croce. Quando accettiamo di essere crocifissi con Cristo riceviamo in dono lo Spirito Santo che ci fa (ri)nascere al Cielo. Ma prima bisogna accettare di morire insieme con Cristo. E la morte, anche se è vissuta con Cristo, è sempre morte, cioè è sempre dolorosa.

Arriviamo quindi al ruolo unico di Maria nella redenzione e al motivo per cui Maria non può essere messa sullo stesso piano di tutti gli altri santi.  

Non si può vivere il dolore salvifico di Dio senza l'amore di Maria, che ai piedi della Croce diventa la madre di tutti i credenti, la madre cioè di coloro che hanno creduto in Cristo fino al punto di accettare di morire con Lui credendo più alla Sua Speranza che alla loro morte. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi quella Speranza quando tutto sembra spegnersi, quando persino Dio sembra voltarci le spalle e abbandonarci, "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". 

E quel qualcuno è Maria!

È lei a ricordarci la Luce quando quella Luce è spenta, quando Dio stesso tace. Anche Gesù, in quanto uomo, sulla Croce ha avuto bisogno che l'amorevole e dolcissima presenza di Maria gli mantenesse viva la speranza, e da quella Croce, sapendo che anche noi non avremmo potuto fare a meno di lei, ce l'ha donata come mamma.

La parola più dolce che possiamo pronunciare quando siamo crocifissi è: Mamma Maria! O, semplicemente: Mamma! È Gesù stesso che ci ha abilitati a rivolgerci a lei in questo modo facendosi nostro fratello sulla Croce. 

Pertanto, se si lascia sullo sfondo considerandolo marginale il mistero della Croce, allora Maria è semplicemente una santa tra le sante. O, peggio ancora, solo un utero in affitto usato da Dio per mettere al mondo suo Figlio. Lo so, l’espressione è forte, non è mia intenzione essere blasfemo, ma se Maria non ha avuto un ruolo che la distingua nettamente e chiaramente da tutti gli altri santi, si riduce inevitabilmente ad essere un utero in affitto. Pratica che consideriamo un abominio tra gli uomini, e che, pertanto, non dobbiamo nemmeno pensare di attribuire a Dio.

Se invece, come ha fatto San Giovanni Paolo II, si mette in relazione Maria con il mistero della Croce, centrale per la salvezza cristiana, allora, sì, Maria è la Corredentrice, perché nessuno può fare a meno di lei per attraversare quel mistero.

Lo stesso Gesù, in quanto uomo, ne ha avuto bisogno. Come Dio poteva farne a meno, ma come uomo no. 

E chi è al pari di Dio da poter fare a meno di Maria?

In molte raffigurazioni, è il piede di Maria a schiacciare il serpente; ma in modo particolare ce n'è una che meglio raffigura l'azione di Maria come Corredentrice, ed è la "Madonna dei Palafrenieri" di Caravaggio, dove il piede di Maria e quello di Gesù Bambino schiacciano insieme il serpente.

Pertanto, a mio modesto avviso, è pienamente legittimo il titolo mariano di Corredentrice. 

Non è appropriato, sempre a mio modesto avviso, invece il titolo di Maria come madre di tutto il genere umano. Maria è la madre della seconda creazione, la madre dei credenti, la madre di quelli che si sono liberati dal peccato, o stanno lottando per liberarsene. Per questa seconda creazione è stata pensata, voluta e creata da Dio senza peccato originale. Al contrario, la madre di coloro i quali si beano dei loro peccati non è Maria ma Eva, perché il loro dio non è Cristo ma il loro ventre, come dice San Paolo. Per questi l'augurio è che possano accettare la Croce, convertirsi e, di conseguenza, conoscere l'amorevole dolcezza di Maria Corredentrice e Madre di tutti i credenti. 



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