Negli ultimi post si è detto che chiunque voglia seriamente seguire Cristo, ovvero chiunque voglia essere salvato, chiunque voglia ricevere un assaggio della vera felicità in questa vita e la beatitudine eterna nella prossima, deve combattere una battaglia senza esclusioni di colpi con il male.
Il male ha un unico fine: portare l’uomo alla disperazione allontanandolo da Dio, il quale è l’unica vera fonte di speranza per l’uomo. A questo scopo usa la carne ed il mondo. Nel post precedente si è parlato del mondo e della carne intesi come gli affetti a noi più cari, la rete di relazioni nella quale siamo inseriti, analizzando come reagiscono le persone che ci circondano quando ci decidiamo seriamente per Dio. Satana stimola la loro incredulità per fiaccarci e scoraggiarci. Attenzione a non fraintendere: nessuno è una marionetta nelle mani di Satana, il male può stimolare solo le debolezze che c’erano già prima. Se i nostri cari erano increduli già prima, Satana farà di tutto per rinforzare la loro incredulità, affinché il nostro avvicinamento a Dio sia reso più difficoltoso.
Vediamo adesso come Satana stimola la carne ed il mondo che sono dentro di noi. La carne è innanzitutto il nostro corpo, il quale in virtù del peccato originale è purtroppo portatore di passioni disordinate; senza l’aiuto della Grazia e senza un’adeguata vigilanza, il rapporto con gli altri sarà caratterizzato da tali passioni, che prendono il nome di concupiscenza, e non dal vero amore.
La concupiscenza, che si dipana in modo tentacolare nei sette vizi capitali, può sembrare il retaggio di una morale arcaica. In fondo, che male c’è a godere del proprio corpo, della propria intelligenza, del cibo, dei beni terreni, della compagnia degli altri, ecc.? Non c’è nessun male se il piacere che deriva dalla fruizione di tali beni non prende il posto di Dio. L’uomo di oggi che respira a pieni polmoni l’aria satura di una cultura atea non possiede gli anticorpi nei confronti della concupiscenza, non vede quali gravi conseguenze comporta concupire. Quando si dice che il male vuole allontanare l’uomo da Dio, tale allontanamento non deve essere inteso in senso fisico, ma spirituale. Per raggiungere il suo scopo il male deve indebolire fino a spegnerla la voce di Dio nel cuore dell’uomo. L’uomo che non sente più Dio, agirà sulla base delle passioni disordinate aizzate da Satana, e sarà come un’auto che viaggia senza freni e senza sapere dove sta andando: prima o poi si schianterà. La parabola discendente, fino all’autodistruzione, di Giuda illustra bene le conseguenze di ostinarsi ripetutamente a non ascoltare la voce di Dio, che è l’unica voce che può salvarci. Gesù ha provato più volte a distogliere Giuda dalle sue concupiscenze, ma non è mai stato ascoltato. Ha provato con la minaccia (guai a colui che mi tradisce, meglio per lui se non fosse mai nato), ha provato con la mitezza (amico, con un bacio mi tradisci?), ma di fronte al grande mistero della libertà umana persino Dio si ferma.
Una volta che la voce di Dio è stata spenta completamente nel proprio cuore, l’uomo sente solo la voce di Satana, ovvero sente solo la disperazione. Non vede più speranza, perché quella speranza era la voce di Dio.
Se non mettiamo in relazione l’elevato numero di suicidi a cui assistiamo in Occidente con una cultura che invita costantemente l’uomo a non ascoltare la voce di Dio, difficilmente riusciremo a porre rimedio a tale drammatico fenomeno, che man mano sta coinvolgendo fasce sempre più giovani della popolazione.
Vediamo ora nel dettaglio come agisce la concupiscenza.
La concupiscenza produce sul piano spirituale idoli: l’idolo è tutto ciò - all’infuori di Dio - a cui abbiamo ancorato le nostre massime aspettative di felicità.
Può essere la famiglia, il lavoro, il piacere sessuale, il cibo, il denaro, la propria immagine sociale, ecc. Una volta che l’idolo si è strutturato produce dipendenza sul piano psicologico ed adorazione sul piano spirituale, con effetti deleteri sulla psiche e sullo spirito (e alla lunga anche sul corpo): l’uomo perde innanzitutto la libertà, non può più fare a meno dell’idolo, quando non è in sua presenza se lo rappresenta mentalmente lasciando che esso assorba la maggior parte delle sue energie psichiche; e, cosa ancora più grave, sul piano spirituale si instaura con l’idolo un rapporto di adorazione e sottomissione che l’uomo dovrebbe riservare solo a Dio. Ora si capisce meglio perché l’uomo schiavo della concupiscenza non riesce ad ascoltare la voce di Dio dentro di sé, perché spiritualmente è tutto orientato al proprio idolo, che occupa tutto lo “spazio” della propria coscienza.
Ed il peggio deve ancora venire.
Se Satana offre all’uomo la mela dell’idolo non è certamente per il suo bene, anche se per un certo periodo di tempo gli idoli sono allettanti. Arriverà prima o poi il momento in cui non si potrà più godere del piacere derivante dall’idolo; può sopraggiungere una malattia, un lutto, un dissesto finanziario, ecc. a farci sprofondare nella disperazione, a seconda di quale sia l’idolo a cui avevamo legato in precedenza le nostre speranze. Da questo momento in poi Satana getta la maschera della seduzione e mostra il suo vero scopo: far disperare l’uomo. A tal scopo lo aggredisce con pensieri di disperazione, lo invita a suicidarsi, lo dissuade dal rivolgersi a Dio, cosa che invece deve fare qualsiasi uomo che si trova in questo stato.
Se l’uomo riapre la porta a Dio, Satana incalza suggerendogli che non sarà perdonato.
Qui è assolutamente necessario che l’uomo resista alla disperazione, nonostante tutti gli argomenti convincenti di quest’ultima, e riallacci il rapporto con Dio, ricorrendo frequentemente alla confessione. Il sacramento della confessione è il più potente degli esorcismi ed indebolisce progressivamente la voce di Satana rafforzando quella di Dio. E pian piano la luce della speranza dissiperà le tenebre. Contestualmente l’uomo deve impegnarsi ad interrompere il rapporto con l’idolo. D’altra parte, se una persona dipendente da sostanze si rivolge alle cure sanitarie, ciò presuppone che si impegni attivamente a ridurre l’abuso della sostanza fino a non usarla più. Così deve avvenire anche sul piano spirituale.
Adesso alcune parole rivolte ai “medici” dello spirito, ovvero ai sacerdoti.
La guarigione dagli idoli è una vera e propria disintossicazione. Come per le disintossicazioni da sostanze nocive per il corpo, anche per disintossicarsi da “sostanze” nocive per lo spirito è necessario procedere per gradi. Un’ interruzione brusca arreca più danni che benefici. Qui è indispensabile che il sacerdote sappia fare una corretta diagnosi spirituale della persona che ha davanti e, allo stesso tempo, è necessario che l’uomo o la donna che vogliono liberarsi da tale schiavitù si rivolgano sempre allo stesso sacerdote per la confessione e non cambino frequentemente “medico” delle anime.
Ovviamente quanto è stato detto a proposito dei propri cari, vale anche per i sacerdoti. Se il sacerdote non è santo, cioè se non ha familiarità egli stesso con la voce di Dio, Satana farà leva sulle sue debolezze per allontanare dalla confessione la persona che vuole riallacciare i rapporti con Dio. L’esperienza di sentire nella confessione non la voce misericordiosa di Dio, ma la voce giudicante di Satana è terribile. Tuttavia, è importante non smettere di ricorrere al sacramento della confessione, perché si farebbe il gioco di Satana. Basta cambiare sacerdote, la Provvidenza Divina non mancherà di far trovare il sacerdote giusto a chi è seriamente intenzionato a ritornare a Dio. Nel mondo ideale ogni sacerdote dovrebbe essere santo, nel mondo reale purtroppo non tutti lo sono. L’importante è cercare sempre Dio prima dell’uomo e Dio troverà sempre il modo di farsi trovare.
Prima di concludere il post, è necessario spendere alcune parole sul suicidio visto che si è parlato di disperazione. Il suicidio, come la disperazione, coinvolge sia la sfera psichica che quella spirituale. Pertanto se si hanno pensieri suicidari è necessario rivolgersi ad un professionista della salute mentale per valutare se è presente anche un disturbo mentale. Cure spirituali e cure mentali non sono mutualmente esclusive, possono procedere parallelamente, l’importante è non smettere di riallacciare il rapporto con Dio. L’idolo si vince rimettendo Dio al suo posto. Se Dio non prende il posto al centro del nostro spirito, un altro idolo prenderà il posto di quello precedente, e ricomincerà la spirale verso il basso.
Satana fa leva sulla disperazione per convincere l’uomo a suicidarsi. Non bisogna cadere in questo tranello. Bisogna resistere. Tanti fratelli oggi cadono in quest’inganno di Satana, per loro l’augurio è che possano ricevere un surplus di misericordia da Dio che sicuramente non la farà mancare. Però attenzione: la misericordia di Dio deve essere accolta ascoltando la voce di Dio. Se non ci siamo allenati ad ascoltare la voce di Dio mentre eravamo in vita - e con il suicidio certamente non abbiamo ascoltato Dio che non lo vuole - sarà più difficoltoso farlo durante il trapasso quando gli assalti di Satana e degli spiriti maligni si fanno più intensi.